"Mayday" (2026)

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Testo: "Mayday" (2026)
di alepasquale1771@gmail.com

Sembra si sia assistito negli ultimi giorni, alla nascita di un nuovo genere cinematografico: il film-marketing; distribuito su Apple Tv, a sottolineare come quasi sempre nei lungometraggi in streaming, la “medietà” del prodotto finale, da non intendersi sempre (e come in questo caso) per mediocrità, ne precluda un anche breve passaggio in sala, magari nella stagione dei premi, questo spassoso buddy movie alla “spie come noi” condivide con “top gun maverick” la produzione della Skydance, che si appresta a dare il via alla lavorazione del terzo capitolo del più classico dei veicoli di Tom Cruise, e qui, puta caso, il primo, celeberrimo, non solo viene citato ad nauseam, ma è proprio il motore cardine degli eventi.
Che poi anche McDonald abbia il suo spazio, è un product placement di routine. Insomma, il film neanche tanto velatamente, è uno spot per tenere desta “la scimmia”, la febbre da attesa su uno dei franchise di punta della casa.

Ma per fortuna è “anche” un film

Siamo nella seconda metà degli anni 80: Gorbaciov è stato appena eletto segretario del PCUS, in sottofondo passa quasi integralmente l'lp di “Born in The USA” del Boss, e al ciarliero top gun Ryan Reynolds viene co-affidata una missione di spionaggio aereo in territorio sovietico: molto prevedibilmente il jet viene abbattuto, e lui, unico supersite, precipitato nella tundra, viene salvato e curato da un vecchio “orso” del KGB, Kenneth Branagh, ritiratosi (molto) a vita privata non tollerando gli orrori che il regime gli faceva vedere e talvolta eseguire. E si è così trasformato in un cultista dell'American Way of Life, adoratore in primis proprio di Top Gun che rivede infinitamente in una VHS pirata. Con la promessa di farlo espatriare come esule, Reynolds convince “l'orso” ad aiutarlo a rimpatriare, senza aspettare, come voleva lui, la fine della guerra fredda: missione chiaramente pericolosa ma in molti risvolti (la scena nella dacia) anche spassosa; la bromance nella strana coppia Reynolds-Branagh funziona, in particolare per l'inversione delle aspettative di ruolo (Reynolds, comunque come già detto sempre ciarliero, è introspettivo, il 65enne Branagh è invece fisico), ed è forse l'unico aspetto del film che lo solleva dalla medietà, una coppia che meriterebbe di restare negli annali, come Dan Aykroyd e Chevy Chase: la giovane coppia di registi poi, forse proprio per distinguersi, insistono su inquadrature e trovate visive singolari che alla lunga stuccano per la pretenziosità.

Non è il caso comunque di aspettarsi un qualsivoglia sottotesto articolato in una aneddotica narrazione ex post di un periodo storico cruciale, quale una critica politica ai sistemi per definizione, comunque retoricamente presente (a quello comunista, “mostruoso mangia-bambini”, in primis, ovviamente, ma in sottofinale la frecciata arriva anche al “metodo” Yankee e ai suoi magheggi ai danni del common man, più subdoli ma ugualmente letali….), perché il film persegue il voler essere pedissequamente “medio”, “televisivo”, un divertissement leggero da far finire a tarallucci e vino (o meglio hamburger e patatine McDonald)

Genere: Commedia

Regia e sceneggiatura: John Francis Dale, Jonathan Goldstein

Interpreti: Ryan Reynolds, Kenneth Branagh

"Mayday" (2026) testo di alepasquale1771@gmail.com
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